- 1. La pubblicità, alla stregua di qualsivoglia altro veleno, ha conseguenze letali per l'equilibrio psico-fisico umano. Noi ci giriamo dall'altra parte, noi cambiamo canale, noi voltiamo pagina, noi ci tappiamo le precchie, noi ci immergiamo in un'autistica catalessi piuttosto che subire l'ennesimo violento tentativo di persuasione non richiesto.
- 2. La quasi totalità dei messaggi pubblicitari sono offensivi per l'intelletto umano. Noi che, come da comma 1, normalmente non vi presteremmo alcuna attenzione, li adagiamo sul nostro tavolo operatorio, li studiamo, li vivisezioniamo e, se possibile, li martoriamo, col solo scopo di rendere ancora più evidente, anche al più disattento fra i nostri, il portato di stupidità, violenza, volgarità, ridicolezza di cui sono intrisi.
- 3. Le aziende comprano pubblicità. Le pubblicità hanno degli autori. Le pubblicità vengono diffuse attraverso canali la cui vera vocazione è ben altra. La nostra azione si svolge quindi su tre fronti.
- 4. Noi boicottiamo le ignobili aziende che commissionano messaggi dalla quantità e frequenza soverchiante, dalla qualità vergognosa e a cui irresponsabilmente ci espongono. Noi odiamo loro e i loro prodotti, promuoviamo prodotti concorrenti che fanno della qualità intrinseca e del valore d'uso il loro cavallo di battaglia. Noi crediamo nel passaparola. Noi vogliamo consigliare buoni prodotti ed essere ringraziati a posteriori per averlo fatto.
- 5. Noi esponiamo al pubblico ludibrio, facciamo sottostare ad un giogo mediatico gli autori della risma di messaggi che condanniamo. Costoro sono rintracciabili, spesso sono vere e proprie società, altre volte sono sedicenti artisti o genialoidi. Noi li additiamo per quello che sono. Senza essere offensivi: incompetenti.
- 6. Noi rivogliamo i nostri canali di comunicazione attivi, fruibili ed efficienti per una percentuale ragionevole. Noi preferiamo browser che eliminano popup e ads vari, noi compriamo registratori digitali dotati di tecnologie in grado di riconoscere ed eliminare messaggi pubblicitari, noi guardiamo la TV a pagamento che screma la pubblicità... Noi rivogliamo il telefono, internet, la tv, la radio, il cartaceo e tutto ciò che i tempi in cui vivremo saranno in grado di offrirci per essere una comunità spuri di tutti gli eccessi cui il forcing delle vendite ci vuole costringere.
- 7. Noi siamo intelligenti.
- 8. A noi piace la pubblicità. Amiamo visceralmente le infinite possibilità di espressione derivate dagli investimenti delle aziende committenti. Noi ci dilettiamo nel rilevare genialità nella capacità di concentrare un'infinità di senso in pochi secondi, immagini, parole, suoni. Noi siamo comunità critica. Non nichilisti. Siamo progressisti, posistivisti, razionali e relativisti. Siamo Laici e Responsabili.
- 9. Noi ci dilettiamo nel condividere messaggi pubblicitari fra i quali rileviamo caratteristiche degne di analisi. Noi godiamo appieno del dibattito che ne deriva. Noi siamo critici informati ed aperti. Noi apprezziamo l'arte. Noi apprezziamo la pubblicità quando in modo condiviso, seppur mai assoluto, la si può ritenere tale. (Noi rimandiamo ad altri manifesti, specialisti nel merito, per l'annosa questione su ciò che è o non è arte ed accogliamo fra le nostre pagine il dibattito derivato relativo a quel o quell'altro messaggio pubblicitario.)
- 10. Noi non siamo assolutisti. Comprendiamo come la pubblicità sia uno strumento imprescindibile nella società odierna. Noi non la vogliamo cancellare. Tentiamo solo di elevarne la qualità, di eliminarne i difetti e di cancellare tutto ciò che fa della ridondanza, dell'asfissia e della piattezza la propria ratio ultima.
Inoltre giuro come consumatore di beni e servizi di astenermi dal consumo acritico! Non sono più uno strumento, ma un elemento attivo del mercato. Giuro di godere appieno dell'acquisto perché lo considero l'istante più importante dopo l'informazione intelligente e l'usufrutto cosciente. Il mio obiettivo supremo è di circondarmi di informazioni utili o piacevoli, rasserenanti, rassicuranti, eleganti, eccentriche e geniali. Io giuro di far ciò con tutti i mezzi possibili che saranno, con ogni probabilità, per definizione, gli stessi usati contro di me. Così io esprimo il mio VOTO DI CONSAPEVOLEZZA."
Bologna, Giovedì 28 Dicembre 2006
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